Utilizzo dei dissuasori acustici per la mitigazione dell’impatto dei delfini sulla pesca artigianale

PO FEAMP Regione Lazio 2014-2020 Misura 1.40 - Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili Art. 40, par. 1, lett. a), b), c), d), e), f), g), i) del Reg. (UE) n. 508/2014


Progetto: “Diffusione dell’utilizzo di diffusori acustici per la mitigazione dell’impatto dei delfini sulla pesca artigianale della marineria di Terracina (LT)”

Progetto realizzato da AGCI Agrital

con il contributo di PO FEAMP 2014-2020 Regione Lazio - Mis. 1.40 (prog. n. 5/RBC/17/LA) Sostegno finanziario concesso: € 109.820,00

Il contesto

La problematica legata al danno riconducibile alla depredazione delle reti da posta ad opera di delfini assume sempre di più le dimensioni di una vera e propria calamità per alcune marinerie presenti nel Mar Tirreno, costrette a subire danni insostenibili per la già scarsa economia del settore. Note a tutti, per l’eco mediatica del problema, sono le proteste di comunità di pescatori della Sardegna, delle Isole Eolie, della Campania, ecc., che hanno evidenziato l’insostenibilità della pesca in aree marine frequentate abitualmente dai cetacei.


Il conflitto tra delfini e pesca è un problema di gestione importante in molte parti del mondo. Diversi sono gli Autori che si sono occupati del problema, in Italia in passato è stata esaminata l'entità della depredazione nella pesca italiana su piccola scala attraverso interviste in situ, dalle indagini svolte presso 245 siti di sbarco, è emerso che le reti da imbrocco ed il tramaglio sono i tipi di attrezzi da pesca più vulnerabili alla depredazione di delfini; l'interazione con questi attrezzi è stata del 66,4% mentre il danno al pesce è stato riportato nel 72,2% dei casi.


Le implicazioni che muovono gli studiosi a capire la dinamica del fenomeno spaziano dallo studio dei motivi che inducono i mammiferi marini ad adottare questo comportamento alimentare (ad es. impoverimento degli stock ittici per eccessiva pressione di pesca), alla valutazione del danno economico sofferto dagli operatori della pesca. Il fenomeno è diffuso ampiamente nel mondo ed è presente da tempo anche nei mari italiani.


I danni causati dai delfini impegnati in attività di razzia sono molteplici, oltre ai danni sugli attrezzi da pesca, diminuiscono il valore e la quantità delle catture e riducono la cattura potenziale disperdendo il pesce. Questo non solo riduce l'efficienza della rete da pesca, ma rende i pescatori intolleranti a tale comportamento quando le loro reti da posta vengono danneggiate, come evidenziato in diverse aree del Mar Mediterraneo (il Mare di Sardegna) e l'Oceano Atlantico (Florida e Nord Carolina, USA), dove i pescatori sono frustrati dai danni subiti dalle loro reti da pesca a causa di delfini tursiopi.


L'uso di allarmi acustici è considerato una delle poche soluzioni potenziali per ridurre i danni delle reti da posta e/o la cattura accidentale di delfini. Gli allarmi acustici, o pingers, sono piccoli dispositivi alimentati a batteria collegati a intervalli lungo una rete che emettono un segnale ripetuto udibile dai cetacei. I pingers, inoltre, hanno avuto effetti positivi anche nella riduzione delle catture accidentali di molte specie di cetacei e il loro uso è ora una misura di attenuazione delle catture accessorie richiesta in diverse attività di pesca commerciale negli Stati Uniti e in Europa.


Nella marineria di Terracina (LT) sono presenti 20 circa pescatori artigianali di cui n. 10 circa aderenti alla Cooperativa La Sirena Organizzazione di Produttori di Terracina, sia in forma societaria sia in forma individuale.


La pesca esercitata dai pescatori artigianali viene svolta principalmente attraverso reti da posta calate sul fondale costituite da tramagli e reti monofilamento a volte combinate. Generalmente le reti vengono calate il tardo pomeriggio e recuperate il mattino successivo. Le reti sono in genere lunghe 2,5 - 4 km, composte da panni della lunghezza di circa 50-60 metri collegati tra loro durante la fase di calata, la differenza nella lunghezza delle reti è principalmente legata al numero di imbarcati e alle condizioni meteomarine.

Le zone di pesca variano in relazione alle stagioni ed alle specie insidiate, così come le batimetriche comprese tra 10 e 120 metri di profondità.


Come accennato in premessa nell’ultimo decennio si è registrato un aumento della depredazione dei delfini sulle reti da imbrocco utilizzate nella cattura di differenti specie ittiche in differenti aree del Mediterraneo. Tale problema evidenziato occasionalmente in passato dai pescatori della marineria di Terracina è ormai frequente e, da circa un biennio, l’occasionalità dei danni è divenuta una costante, in particolare in alcune stagioni dell’anno quando i pescatori insidiano specie ittiche più sotto costa quali triglie, sogliole, calamari, ecc..  
Da indagini svolte presso gli operatori locali è emersa una crescente intolleranza riguardo i danni subiti che riguardano sia il calo delle catture, sia l’attrezzatura da pesca.
Alla luce della situazione attuale, confermata anche dai ripetuti avvistamenti di delfini lungo la fascia costiera considerata, presenti anche in gruppi composti da 15 individui, le istanze degli operatori della pesca artigianale locale sono rivolte alla necessità di cercare soluzioni in grado di ridurre la depredazione dei delfini, garantendo la possibilità di esercitare un mestiere che presenta già forti criticità per la bassa economicità

Obiettivi


Tenuto conto di quanto riportato nella letteratura scientifica riguardo esperienze condotte con l’uso di dissuasori acustici per ridurre gli atti di depredazione delle reti da posta da parte dei delfini, e della richiesta di aiuto da parte dei pescatori artigianali della marineria di Terracina, il progetto ha lo scopo di valutare l’efficacia di due diversi modelli di dissuasore acustico nella riduzione degli atti di depredazione.
La finalità principale quindi è la diffusione dell’uso di dissuasori acustici tra gli operatori della pesca artigianale della marineria di Terracina (LT), per mitigare il depredamento del pesce catturato dalle reti da posta ad opera di delfini e ridurre, pertanto, i danni diretti ed indiretti subiti dagli operatori della pesca locale.

Il progetto


I 2 modelli di dissuasore acustico scelti per valutarne l’efficacia sono stati identificati attraverso consultazioni svolte presso Istituti di ricerca ed indagini commerciali svolte on line.
I dispositivi identificati, le cui caratteristiche sono descritte nelle schede tecniche allegate all’offerta sono il modello DiD 01 ed il dissuasore acustico della FISHTEK.
Ambedue i dispositivi sono stati messi a punto per limitare l’interazione tra i delfini e le attività di pesca, e per evitare la cattura accidentali dei cetacei, come descritto dettagliatamente nei manuali che riportano le caratteristiche tecniche, le principali differenze tra i due dispositivi riguardano:
il campo di azione: 300 metri per il modello DiD 01 e 50 m per il FISHTEK, le caratteristiche di alimentazione che nel modello DiD 01 prevedono pile ricaricabili mentre nel modello FISHTEK prevedono al sostituzione periodica delle pile alcaline da 1,5 volt, le dimensioni del dispositivo maggiori nel caso del modello DiD 01; la frequenza che per il modello DiD 01 è regolabile tra da 5 a 500 KHz mentre è di circa 175dB +/- 3dB per il modello prodotto da FISHTEK.


Protocollo di indagine
Il progetto prevede di valutare l’efficacia dei modelli di dissuasore acustico identificati per la riduzione dei fenomeni di depredazione dei delfini sulle reti da imbrocco, al fine di una loro diffusione tra gli operatori della pesca artigianale della marineria di Terracina.
Allo scopo il progetto prevede differenti attività tra cui la stima degli eventi di depredamento tra i pescatori locali ed il monitoraggio di attività di pesca svolte da operatori e da ricercatori con le seguenti finalità:

  1. raccogliere dati sulla frequenza dei danni da depredamento delle reti da posta da parte dei delfini attraverso un’indagine ad hoc che prevede l’uso di questionari somministrati nell’ambito di interviste;
  2. verificare l’efficacia di due differenti modelli di dissuasori per la riduzione dei fenomeni di depredazione delle reti da posta da parte dei delfini;
  3. confrontare gli eventuali danni subiti sia dalle reti protette con dissuasori acustici sia da una rete di controllo non protetta;
  4. raccogliere dati quali-quantitativi sulle catture delle imbarcazioni coinvolte nel progetto;
  5. raccogliere dati sugli eventi di depredazione attraverso la marcatura dei fori creati sia sulle reti protette con dissuasori acustici sia in quella di controllo;
Le prove saranno condotte col coinvolgimento di pescatori locali che metteranno a disposizione natanti e attrezzi da pesca necessari alla conduzione dell’esperienza. Il progetto cercherà di coinvolgere il maggior numero di pescatori locali, ciò tenendo conto della necessità di raccogliere dati scientifici utili a valutare l’efficacia dei dispositivi acustici nel ridurre il depredamento delle reti da parte dei delfini.
Le prove saranno effettuate monitorando 20 giornate di pesca svolte contemporaneamente da n. 3 pescatori artigianali della marineria di Terracina.
Le reti utilizzate nelle prove, tramagli, avranno la lunghezza solitamente utilizzata dai pescatori circa 2,5-3 km, di cui:

  • n. 1 avrà installati i dissuasori acustici mod. DiD 01,
  • n. 1 avrà installati i dissuasori acustici prodotti dalla FISHTEK,
  • n. 1 sarà la rete di controllo e non verrà dotata di dissuasori acustici.

Le azioni di pesca saranno svolte, preferibilmente, nei periodi coincidenti alla maggiore frequenza di eventi di depredamento delle reti da posta da parte dei delfini (autunno-inverno e primavera).
L'area marina dove saranno svolte le prove sarà identificata nella fase di predisposizione delle prove, in relazione alla stagione ed all’esperienza degli operatori locali.
Durante le giornate di pesca i pescatori dovranno registrare le coordinate delle reti e la presenza di delfini. Allo scopo l’Istituto di ricerca coinvolto doterà i pescatori di apparecchiature fotografiche per l’identificazione degli esemplari di Tursiops truncatus.
Allo sbarco i ricercatori coinvolti svolgeranno un lavoro di indagine presso i pescatori coinvolti che prevede:

  • registrazione quali-quantitativa del pescato;
  • registrazione delle coordinate in cui sono state calate le reti da posta;
  • registrazioni su eventuali avvistamenti dei delfini e recupero del materiale fotografico su supporto digitale;
  • rilevamento degli eventuali danni subiti dalle reti ad opera di depredazione da parte dei delfini, attraverso intervista ai pescatori e osservazione visiva.

L’indagine prevede il conteggio degli eventuali fori causati da azioni di depredamento dei delfini sulle reti, detti fori saranno contrassegnati in modo da renderli riconoscibili nelle successive cale.
I dati raccolti nel corso della campagna sperimentale saranno successivamente elaborati ed analizzati al fine di valutare le eventuali differenze in termini di catture tra reti protette da dissuasori acustici e reti di controllo.