Soluzioni innovative finalizzate alla conservazione delle risorse biologiche in aree nursery

PO FEAMP Regione Lazio 2014-2020 Misura 1.40 - Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili Art. 40, par. 1, lett. a), b), c), d), e), f), g), i) del Reg. (UE) n. 508/2014

Progetto: “Messa a punto di soluzioni innovative finalizzate alla conservazione delle risorse biologiche in aree nursery quali le zone umide costiere – Lago di Caprolace Parco Nazionale del Circeo (LT)”

Progetto realizzato da AGCI Agrital 


con il contributo di PO FEAMP 2014-2020 Regione Lazio - Mis. 1.40 (prog. n. 8/RBC/17/LA)
Sostegno finanziario concesso: € 102.119,20

Il contesto

Il lago di Caprolace si estende parallelamente alla costa, ha una superficie di circa 226 ettari e una profondità media di circa 1,7 metri, con salinità variabile tra 32,6 e 44‰. L’ambiente umido costiero solo a seguito degli interventi di bonifica iniziati nel 1920 ha garantito lo scambio con il mare mediante due foci, di cui la principale, sempre aperta, presenta strutture fisse sia per il controllo dei flussi idrici (paratoia), sia per la pesca (lavoriero). Tutti questi interventi hanno contribuito a modificare profondamente le caratteristiche dell’ambiente originario, sia per quanto riguarda la qualità delle acque, sia per la stabilità di parte del perimetro realizzato con muri in pietra che ne hanno definita la configurazione attuale.

La deviazione delle acque dolci all’esterno del lago, se da un lato ha ridotto gli apporti inquinanti, dall’altro ha favorito la marinizzazione dell’ambiente che risulta la più elevata tra i laghi pontini.

Il canale principale è lungo circa 250 m presenta una paratoia a circa 100 m dalla foce, azionata per evitare il trasporto di sabbia durante le mareggiate verso la zona più interna, esso, inoltre, ha sponde stabilizzate con pannelli di calcestruzzo.

 

Per quanto riguarda la comunità ittica, nella tabella seguente è riportato l’elenco delle specie rinvenute nei laghi del Parco Nazionale del Circeo, sulla base di quanto riportato da Zerunian (1996), e aggiornata con i risultati di recenti indagini sulla comunità ittica. Tra le specie residenti, il nono Aphanius fasciatus e il ghiozzetto Knipowitschia panizzae, una specie alloctona giunta ai laghi dal vicino lago di Fondi o dal il fiume Ufente, e il latterino Atherina boyeri. Tutte queste specie trascorrono il loro intero ciclo vitale all'interno della laguna, e ad esse si affiancano molte specie migratrici che frequentano il lago allo stadio giovanile. Tra le specie di interesse per la pesca marittima sono particolarmente abbondanti l'orata (Sparus aurata), la spigola (Dicentrarchus labrax) e varie specie di Mugilidi (Chelon labrosus, Liza aurata, Liza ramada, Liza saliens, Mugil cephalus) oltre a diverse specie di Sparidi.

 

Elenco delle specie ittiche nei laghi Pontini del Parco Nazionale del Circeo

Nome scientifico

Nome comune

Anguilla anguilla

Anguilla

Ophisurus serpens

Vipera di mare

Sardina pilchardus

Sardina

Engraulis encrasicolus

Alice

Belone belone gracilis

Aguglia

Aphanius fasciatus

Nono

Atherina boyeri

Latterino

Nerophis ophidion

Pesce ago

Syngnatus abaster

Pesce ago di rio

Scorpena porcus

Scorfano bruno

Trigla lucerna

Pesce cappone

Dicentrarchus labrax

Spigola

Epinephelus guaza

Cernia bruna

Epinephelus sp.

Cernia

Serranus scriba

Sciarrano scrittura

Lichia amia

Leccia

Trachynotus ovatus

Leccia stella

Trachurus trachurus

Tracuro

Dentex dentex

Dentice

Diplodus annularis

Sarago sparagliene

Diplodus puntazzo

Sarago pizzuto

Diplodus sargus sargus

Sarago maggiore

Diplodus vulgaris

Sarago testa nera

Lithognathus mormyrus

Mormora

Sarpa salpa

Salpa

Sparus aurata

Orata

Sciaena umbra

Corvina

Ombrina cirrosa

Ombrina

Mullus surmuletus

Triglia maggiore

Chelon labrosus

Muggine labbrone

Liza aurata

Muggine dorato

Liza ramada

Muggine calamita

Liza saliens

Muggine musino

Mugil cephalus

Cefalo

Symphodus tinca

Tordo

Symphodus sp.

Tordo

Trachinus sp.

Tracina

Salaria pavo

Bavosa

Parablennius sanguinolentus

Bavosa

Blenniidae sp.

Bavosa

Gobius niger jozo

Ghiozzo nero

Gobius sp.

Ghiozzo

Pomatoschistus quagga

Ghiozzetto

Knipowitschia panizzae

Ghiozzetto di laguna

Solea solea

Sogliola

Fonte: Zerunian, 1996

 

Il Lago di Caprolace, inoltre, rientra tra gli ambienti acquatici prioritari per la ricostituzione dello stock di anguilla europea (Anguilla anguilla), in attuazione del Piano di Gestione Anguilla della Regione Lazio attuato dall’Osservatorio Faunistico Regionale di ARSIAL.

La strategia di gestione dell’Ente parco ha escluso la pesca commerciale dall’anno 2008, ciò garantisce il libero flusso migratorio delle specie ittiche tra mare e laguna, con indiscutibile beneficio per il mantenimento della biodiversità e delle risorse sfruttate della pesca. Al riguardo non sono stati svolti specifici sulle quote di “restituzione” di specie ittiche al mare, tuttavia possono essere presi a riferimento i dati di pesca dei primi anni 2000 durante i quali il Lago di Caprolace presentava rese per ettaro comprese tra 35 e 35,5 kg di pesce a taglia commerciale, con una composizione costituita principalmente da orate, cefali, spigole, anguille, saraghi, granchi e latterini.

La scelta gestionale dell’Ente parco di escludere la pesca ai lavorieri, pur garantendo interventi di dragaggio del canale di marea per assicurarne l’efficienza idraulica in particolare dopo forti mareggiate, hanno favorito la presenza di specie ittiche predatrici quali la spigola (Dicentrarchus labrax) e occasionalmente il pesce serra (Pomatomus saltatrix), che stazionano numerose, nel corso dell’intero arco dell’anno, in diversi punti del canale e predano facilmente avannotti e giovanili in fase di reclutamento.

L’attività predatoria sul novellame da parte di specie di uccelli e specie ittiche, inoltre, è facilitata dalla natura delle sponde del canale di marea che non presenta zone di rifugio a causa degli interventi di stabilizzazione, con conseguente impatto negativo sul reclutamento.

Obiettivi


Come previsto nel Reg. UE n. 508/2014, art. 40, paragrafo 1, lettera c) che prevede interventi finalizzati a una migliore gestione e conservazione delle risorse biologiche marine, il presente progetto ha la finalità di mettere a punto sistemi di protezione del novellame e giovanili di specie marine in zone di rilevanza per la riproduzione ittica quali le zone umide costiere, per mitigare la predazione di stadi giovani ad opera di specie ittiofaghe presenti lungo i canali di marea, pertanto di favorire la biodiversità e la conservazione delle risorse marine.

Le ricadute attese dalla realizzazione del progetto riguardano sia il miglioramento dei tassi di sopravvivenza dei giovanili di specie marine che colonizzano gli ambienti umidi, contribuendo al mantenimento della loro biodiversità, sia la conservazione e tutela di risorse biologiche sfruttate dalla pesca.

I giovanili delle specie ittiche che migrano stagionalmente nelle zone umide costiere, in particolare nel Lago di Caprolace, trovando lungo le sponde aree di rifugio, subiranno tassi di mortalità dovuti alla predazione minori di quelli attuali. Ciò da un lato garantirà maggiori flussi di reclutamento di differenti specie ittiche nel Lago di Caprolace con ricadute positive sia sul mantenimento della biodiversità, sia sulle risorse biologiche sfruttate dalla pesca che potranno beneficare delle biomasse ittiche che annualmente torneranno in mare nella fase di smontata tra cui orate, spigole, Mugilidi, Sparidi, ecc..

Il progetto


Il progetto proposto ha l’obiettivo di mettere a punto sistemi di protezione del reclutamento minimizzando l’impatto della predazione di novellame e giovanili di specie ittiche ad opera di uccelli e pesci ittiofagi lungo il canale di marea del Lago di Caprolace.

Il raggiungimento di questo obiettivo richiede uno sforzo congiunto da parte di ricercatori esperti nella gestione ittica delle lagune in collaborazione con gli operatori dell’Ente Parco nazionale del Circeo e del Reparto Carabinieri Biodiversità di Fogliano, finalizzato a valutare l’efficacia di differenti soluzioni.

Tenuto conto del contesto ambientale nel quale si andrà ad operare, le soluzioni che verranno identificate per proteggere gli avannotti nella fase di reclutamento lungo il canale di marea del Lago di Caprolace, dovranno rispondere ad alcune prescrizioni quali:

  • avere un basso impatto visivo;
  • essere realizzate preferibilmente con materiali naturali;
  • avere un basso impegno gestionale;
  • avere un basso impatto sulla circolazione idrica;

 

inoltre,

  • il programma dovrà mettere a punto un sistema di pesca selettivo per ridurre il numero di predatori lungo il canale di marea.


Messa a punto di aree di protezione del novellame in reclutamento

Le zone rifugio realizzate con materiali, forme e disposizione differenti saranno oggetto di valutazione al fine di individuare quella con maggiore efficacia. 

Preferibilmente la realizzazione delle aree rifugio dovrà prevedere l’utilizzo di materiali di origine vegetale, tipo fascine, recuperati durante gli interventi potatura operati del personale all’interno del Parco Nazionale del Circeo. Data la natura dell’opera ed i materiali di realizzazione questa si inquadra più come un protocollo metodologico che strutturale.

Il protocollo scientifico prevede che solo una sponda del canale di marea venga attrezzata con zone di rifugio, mentre l’altra fungerà da controllo. Sulla base delle caratteristiche del canale di marea e della concentrazione delle specie ittiche predatrici, la realizzazione di aree di rifugio verrà realizzata nel tratto compreso tra la paratoia ed il lavoriero che ha una lunghezza di circa 150 metri.

La verifica dell’efficacia delle diverse soluzioni soggette a successiva valutazione prevede il monitoraggio dei flussi di reclutamento attraverso n. 2 stazioni di pesca, ognuna ubicata al termine di ciascuna delle sponde del canale di marea. Ciò sarà svolto con l’attuazione di campagne di controllo basate sulla cattura e la stima del novellame per periodi di 2 settimane gg., successivi alla realizzazione delle aree rifugio.

Le azioni di pesca saranno condotte con bertovelli con maglia di 2 mm, lasciati in pesca per un periodo compreso tra 8 e 12 h. continuative.  Al termine dell’azione di pesca i bertovelli saranno svuotati in contenitori plastici e le catture oggetto di analisi per la raccolta di dati quali-quantitativi. Al termine delle verifiche quantitative il prodotto catturato sarà liberato ad eccezione di un campione biologico necessario per il rilevamento dei principali caratteri biometrici in laboratorio.


Azioni di minimizzazione della predazione con azioni di pesca selettiva

Il progetto prevede la messa a punto di protocolli di pesca selettiva per ridurre la predazione degli avannotti e giovanili ad opera di spigole ed altre specie ittiche predatrici che stazionano lungo il canale di marea del Lago di Caprolace, e renderla replicabile in altri contesti simili. L’azione prevede che vengano svolte attività di cattura preferibilmente con palangari e/o altri strumenti di cattura che hanno come target spigole di differente taglia in aree del canale di marea prestabilite.

Durante le esperienze verranno raccolti dati utili a valutare l’efficacia dei sistemi di pesca selettiva adottati, in particolare è prevista la registrazione di dati quali-quantitativi sulle catture, queste saranno oggetto di rilevamento dei principali caratteri biometrici e sottoposte all’analisi dei contenuti stomacali.

Le operazioni saranno condotte dai ricercatori dell’Istituto di ricerca coinvolto nel progetto in collaborazione con il personale del Reparto Carabinieri Biodiversità di Fogliano.