Attività di rimozione attrezzi di pesca fondali marini litorale di Anzio

P.O. FEAMP Regione Lazio Misura 1.40 Progetto “Attività di rimozione degli attrezzi di pesca perduti ed altri materiali dispersi sui fondali marini lungo il litorale di Anzio (RM)” Cod. prog. 1/RBC/17/LA

Sostegno finanziario concesso: € 113.032,40

Il marine litter (rifiuti marini), è definito come un qualsiasi materiale solido persistente, fabbricato o trasformato dall’uomo, adoperato quotidianamente e in seguito scartato, abbandonato o perso in ambiente marino e costiero. Il marine litter è un problema senza confini e di dimensioni e impatto globale, ma l’Italia è uno dei paesi europei che meno cura la salute delle proprie coste e dei propri mari.

Le ‘’sorgenti’’ del marine litter:

  • smaltimento delle acque reflue non trattate
  • attività turistiche e ricreative
  • smaltimento di rifiuti industriali
  • attrezzi da pesca (lenze, reti, nasse, ecc.)
  • navigazione mercantile e da diporto
  • allevamenti ittici
  • piattaforme petrolifere

Il marine litter è composto da:

  • Plastica
  • Gomma
  • Carta
  • Metallo
  • Legno
  • Vetro
  • Stoffa
I rifiuti marini hanno vita lunga, quasi eterna ed i loro tempi di degradazione possono durare mesi, anni, secoli. Possiamo andare dai 2 mesi del torsolo di mela ai 3 mesi del cartone di latte, dai 20 anni della busta di plastica ai 600 anni degli attrezzi da pesca fantasma, dai 450 anni della bottiglia di plastica, fino al tempo indeterminato della bottiglia di vetro. Se parliamo però di micro e nano particelle, nelle quali si trasformano i rifiuti degradati e che sono invisibili ad occhio umano, allora i tempi sono molto più lunghi, come ad esempio la plastica che arriva a 1000 anni.

Il contesto

Un recente studio (Five Gyres Institute, 2015) stima in oltre 5 mila miliardi i pezzi di plastica, del peso di oltre 250.000 tonnellate, che galleggiano negli oceani del mondo. In particolare si evidenzia che:
  • I rifiuti marini sono presenti in tutti gli habitat marini;
  • L'80% dei rifiuti marini proviene dalla terra. Un recente studio condotto dall'Università della Georgia ha stimato che nel 2010 sono stati generati 275 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica da 192 paesi costieri, di cui da 4,8 a 12,7 milioni di tonnellate entrati nell'oceano;
  • Gli impatti negativi dei rifiuti marini riguardano anche il mondo animale, fili di plastica, rete o l'ingestione di plastica;
  • Si stima che 640.000 tonnellate di attrezzi da pesca vengano persi, abbandonati o gettati via ogni anno (documento di emissione della Conferenza di Berlino sui rifiuti marini);
  • Eliminare i rifiuti in spiaggia costa ai comuni del Regno Unito circa 18 milioni di euro ogni anno per rimuovere i rifiuti da spiaggia - un aumento del 37% dei costi negli ultimi 10 anni, e nei Paesi Bassi e in Belgio circa 10,4 milioni di euro all'anno (documento della conferenza di Berlino);
  • Quantificare la perdita delle risorse marine dovuto al fenomeno della "pesca fantasma" è difficile, ma diversi studi hanno dimostrato che questa ammonta a circa il 10% della popolazione target (UNEP, 2005). In Italia oggi è stato affrontato il problema delle reti fantasma in occasione di alcuni progetti che hanno avuto come obiettivo le campagne di sensibilizzazione e di trasferimento alla categoria di alcuni principi “base”.
  • In alcuni documenti scientifici è riportato che l'ingestione di palline di resina plastica è una delle principali minacce in quanto vengono scambiati per uova di pesce o altri tipi di cibo (UNEP, 2005), questo significa che il problema delle reti fantasma è ampiamente diffuso in diversi ambiti, non solo quello della pesca;
  • I 25 km di fascia costiera in prossimità di Anzio, compresa da Lavinio e Torre Astura è uno dei tratti di litorale laziale di maggior pregio molto frequentata da un turismo sportivo e balneare, con 3 aree SIC (Sito Importanza Comunitaria) che ne confermano l’importanza dal punto di vista naturalistico. Questo tratto di litorale è anche oggetto di intensa attività di pesca con attrezzi da posta che nel tempo hanno portato ad evidenziare una diffusa presenza di reti fantasma, che necessitano di rimozione per non impattare ulteriormente nell’ambiente circostante.

Obiettivi


Obiettivi a breve/medio termine del progetto


  • Miglioramento della biodiversità locale attraverso il ripristino delle funzioni di habitat naturali dopo la rimozione degli attrezzi da pesca perduti o altre tipologie di rifiuti in diverse aree della costa laziale;
  • Mappatura cartografica del fenomeno delle reti fantasma nelle aree di pesca del tratto di mare considerato.
  • Raccolta e smaltimento delle reti perse e altri rifiuti a beneficio dell’ambiente costiero, delle risorse ittiche e della sicurezza del lavoro.
  • Trasferimento dei risultati agli operatori locali ed altri stakeholder del territorio.
  • Trasferibilità dell’esperienza in altre aree della Regione Lazio e extra regionali;
  • Elaborazione di un protocollo tecnico finalizzato a fornire adeguati strumenti di gestione della problematica delle reti fantasma nelle zone costiere;
  • Miglioramento nella gestione delle risorse ittiche dell’areale oggetto di intervento.

Obiettivi a lungo termine


  • Aumento della percezione del problema da parte della categoria della pesca professionale;
  • Offrire un litorale laziale più fruibile da parte della cittadinanza e più vicino ai concetti di bellezza e sostenibilità ambientale che la Regione Lazio continua a perseguire;
  • Diffondere una maggiore sensibilizzazione delle categorie interessate (stakeholder) circa gli impatti delle reti fantasma sull’ambiente marino.
  • La rimozione delle reti fantasma, inoltre, servirà a migliorare la biodiversità degli ecosistemi degli habitat marini rocciosi costieri, utilizzando procedure di recupero che potranno essere applicate in ambienti simili, con il fine di avviare un processo di sensibilità ambientale che porti i pescatori, professionisti e non, a raccogliere e riportare a terra l’attrezzo danneggiato irreparabilmente o, in caso di impossibilità, a segnalare la perdita dell’attrezzo, difficilmente rintracciabile senza indicazioni circa la sua esatta posizione.

    Il progetto


    Si intende avviare una serie di attività nelle aree costiere antistanti il comune di Anzio e Nettuno (dalla località di Lavinio a quella di Torre Astura) volte all’individuazione, la mappatura e il successivo recupero e smaltimento di attrezzi da pesca, in particolare reti, e di altre tipologie di rifiuti. Il termine “reti fantasma” si riferisce alle reti e attrezzature da pesca perse o abbandonate in mare che possono essere causa di catture accidentali o ferimenti di organismi marini vertebrati ed invertebrati. La causa principale di tale evento è dovuta spesso a condizioni meteo per le reti da posta, mentre per la categoria dello strascico, la presenza di scogli o ferrature sommerse è la principale causa di elevati danni materiali sulle reti. Le reti abbandonate, incagliate sui fondali o alla deriva in mare, possono trasformarsi in vere trappole per tutti quegli organismi marini che non riescono ad evitarle, e che quasi sempre finiscono per morire a causa dell’impossibilità di continuare a nutrirsi. Pesci, delfini, tartarughe marine, uccelli marini, granchi e altri animali marini, una volta catturati dalle reti possono anche morire a causa delle lacerazioni e infezioni conseguenti ai tentativi di liberarsi dalle maglie delle reti, o perfino essere oggetto di predazione da altri animali. Tali rifiuti possono anche diventare un pericolo per chi pratica attività subacquee di tipo ricreativo e/o professionale. L’impatto ambientale, inoltre, può aumentare se una rete da pesca abbandonata o persa viene frammentata per effetto del passaggio di navi, delle onde o di forti venti. Le parti più leggere in plastica e polistirolo continuano a galleggiare e possono finire sulle spiagge oppure subire processi di decomposizione fotochimica che portano alla formazione di microplastiche.

    Il progetto prevede 5 azioni principali:


    Azione 1 - Individuazione, attraverso la collaborazione dei pescatori e attività di ricerca in mare, delle “reti fantasma”, attrezzi da pesca e rifiuti di vario genere abbandonati o persi dai pescatori professionisti che possono impattare negativamente sulla biodiversità

    In questa prima fase verranno effettuate delle interviste agli operatori della piccola pesca costiera, la categoria su cui le reti fantasma hanno maggiori impatti negativi e anche presso le associazioni di subacquei dell’area per raccogliere quante più informazioni possibili per identificare e localizzare gli attrezzi da pesca dispersi ed eventuali altri tipi di rifiuti.
    Le interviste verranno condotte anche per caratterizzare e quantificare il fenomeno, identificando un campione di operatori della pesca della piccola pesca, restringendo l’analisi a quei pescatori artigianali che operano prevalentemente con attrezzi da posta in monofilo di nylon o con attrezzi a strascico. Si cercherà, ovviamente, al fine di ottenere la massima attendibilità del dato, di coinvolgere e selezionare gli interlocutori locali appartenenti al mondo cooperativo. Al campione così formato verrà sottoposto un questionario con domande tendenti ad accertare:
    • la frequenza con la quale gli attrezzi da pesca vengono perduti in mare;
    • la quantità di attrezzi mediamente dispersa annualmente;
    • le cause che determinano la perdita degli attrezzi da pesca;
    • i quantitativi mediamente dispersi in relazione ad ogni singola causa individuata;
    • la localizzazione delle aree a maggior rischio per la loro perdita;
    • la precisa localizzazione degli attrezzi da pesca o di altre tipologie di rifiuto di cui ancora si ha conoscenza.

    Azione 2 - Mappatura per l’identificazione delle aree maggiormente interessate dalla presenza di tali materiali sulle quali avviare la campagna di bonifica

    I dati ottenuti dalle interviste condotte e dalle successive investigazioni subacquee che verranno condotte, saranno elaborati ed analizzati al fine di ottenere una mappa locale delle zone di costa con differenti indici quantitativi di presenza di reti fantasma attive dal punto alieutico e di altre tipologie di rifiuto. La mappa così elaborata verrà utilizzata nella scelta di una o più aree dove concentrare le successive azioni di bonifica. Tale scelta sarà effettuata in considerazione del livello di concentrazione di reti fantasma attive presumibilmente presenti, dell’estensione dell’area e della presenza di indicazioni attendibili e precise (mire a terra o coordinate) sulla loro localizzazione e successiva georeferenziazione.

    Azione 3 - Rimozione e recupero degli attrezzi da pesca e dei rifiuti

    A seguito dell’individuazione e della scelta delle aree oggetto di bonifica, verranno avviate delle campagne specifiche con il coinvolgimento di operatori della pesca professionale della locale marineria di Anzio, con motopescherecci di una certa dimensione e dotati di argano per il recupero degli oggetti pesanti. Si prevede di effettuare in totale n. 20 uscite, coinvolgendo almeno n. 5 diversi motopescherecci. Le azioni di recupero saranno supportate dalla presenza di subacquei adeguatamente attrezzati e dotati di propria imbarcazione di lavoro, che provvederanno alla precisa localizzazione degli attrezzi da pesca/rifiuti, e permetteranno il loro recupero da parte dei pescatori del motopeschereccio. Successivamente, al rientro nel porto di Anzio, gli attrezzi da pesca ed i rifiuti recuperati, previa separazione dei materiali particolari quali piombo e lime di piombo, verranno stabulati all’interno di appositi contenitori posizionati in prossimità dei luoghi di sbarco.

    Azione 4 – elaborazione dati e stesura rapporto finale


    I dati raccolti, sia nella fase preliminare che nelle successive azioni, verranno elaborati e saranno riportati nel rapporto finale che verrà redatto al termine dello studio. Dato il limitato periodo di svolgimento dell’azione proposta non verranno redatti rapporti intermedi.

    Azione 5 – Monitoraggio e coordinamento


    Si tratta di un’attività trasversale attiva per tutta la durata del progetto. Lo svolgimento del progetto sarà coordinato direttamente dall’AGCI Agrital, che provvederà a coinvolgere, procedere alla contrattualistica, con le società coinvolte nelle varie iniziative, pescatori, servizi, smaltimento rifiuti ecc. La stesa proponente monitorerà lo svolgimento delle diverse azioni al fine di verificare la puntuale applicazione di quanto previsto e la relativa tempistica, provvedendo ad intervenire per tempi con le necessarie manovre correttive in caso di imprevisti che ne possano inficiare l’efficacia.

    Azione 6 – Divulgazione dei risultati


    Questa azione risulterà continua durante tutte le iniziative progettuali. Lo scopo di questa fase è un trasferimento di informazioni e buone pratiche agli operatori della pesca, e non solo, attraverso una campagna di sensibilizzazione che porterà all’attenzione la problematica e diffonderà una serie di linee guida inerenti il modo corretto di trattare questa tipologia di rifiuti. La disseminazione avverrà secondo diverse modalità:
    • creazione di una apposita pagina web di progetto, raggiungibile tramite il sito istituzionale dell’AGCI Agrital, dove saranno illustrati gli obiettivi, le finalità e le azioni dell’iniziativa. Al termine delle attività progettuali verranno resi disponibili i materiali prodotti (report finale, opuscoli divulgativi ecc.), con indicazione del sostegno finanziario fornito dall’Unione Europea;
    • posizionamento all’interno dell’Area portuale di Anzio, in un luogo da indentificare facilmente visibile al pubblico, di un cartellone esplicativo, formato minimo A3, con informazioni sul progetto e che indichi il sostegno finanziario dell’Unione Europea;
    • continui incontri informali con i locali operatori della pesca per illustrare l’iniziativa e sensibilizzarli alla problematica;
    • redazione e stampa di un opuscolo divulgativo dove fornire le indicazioni sulla importanza del fenomeno, sugli effetti mitigatori da porre in essere e dove riportare delle linee guida per l’efficace gestione delle reti fantasma nelle zone costiere e le procedure tecniche da adottare.
    • realizzazione di un seminario nel comune di Anzio dove invitare e coinvolgere la marineria locale e dove riportare i risultati conseguiti dal progetto e distribuire il materiale divulgativo prodotto.